Bonus Sicurezza
Chi rende più sicura la propria casa può recuperare una parte della spesa con le tasse. Vale per antifurto, sensori su porte e finestre e altre difese contro furti e intrusioni. Qui trovi come funziona e come comprare da noi senza perdere il bonus.
Per il bonus si paga solo con bonifico parlante, dopo aver parlato con noi.
- Casa tua dove vivi tu o un tuo familiare
- 50%
- Tutti gli altri casi
- 36%
- Spesa massima per abitazione
- 96.000 €
- Rate annuali uguali
- 10
Che cos’è
- «Bonus Sicurezza» è il nome comune di una parte del bonus ristrutturazioni: la detrazione IRPEF per le misure che prevengono furti, aggressioni e altri atti illeciti da parte di terzi (art. 16-bis, comma 1, lettera f, del TUIR).
- Non è uno sconto in fattura. Paghi il prezzo pieno e recuperi la quota come minori tasse, nella dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF).
- Il recupero è diviso in 10 rate annuali uguali, a partire dall’anno in cui paghi.
- Serve a chi paga l’IRPEF: la detrazione riduce l’imposta che devi. Se in un anno l’imposta è più bassa della rata, la differenza non si recupera.
Quanto vale nel 2026
| Chi paga | 2026 | 2027 |
|---|---|---|
| Proprietario (o titolare di un diritto reale), sull’abitazione principale: la casa dove vive lui o, se lui non abita in un’altra casa sua, un suo familiare | 50% | 36% |
| Tutti gli altri casi: seconda casa (ogni casa che non è l’abitazione principale), inquilino, comodatario, familiare convivente | 36% | 30% |
| Spesa massima per abitazione | 96.000 € | 96.000 € |
Spendi 1.000 € per un antifurto nella casa dove vivi, di cui sei proprietario.
- 1.000 €spesa pagata
- 500 €detrazione al 50%
- 50 €tasse in meno ogni anno, per 10 anni
- Il tetto di 96.000 € è per abitazione, non per persona, e comprende tutte le altre spese di ristrutturazione su quella casa.
- Conta la data del pagamento. Un bonifico ordinato entro il 31 dicembre 2026 ha le percentuali del 2026, anche se l’accredito arriva dopo.
- Le percentuali del 2027 (36% e 30%) sono quelle previste oggi dalla legge. La Legge di Bilancio 2027 è ancora in preparazione e potrebbe cambiarle.
- Dal 2028 al 2033 la detrazione scende al 30%, con un tetto di 48.000 €.
- Con un reddito complessivo oltre 75.000 € c’è un tetto generale alle detrazioni: conta la rata annuale.
Chi può usarlo
Chiunque paga l’IRPEF, residente in Italia o no, se sostiene la spesa e ha un titolo sull’immobile.
- 50% / 36%
Proprietari e titolari di diritti reali
Proprietari, nudi proprietari e titolari di usufrutto, uso, abitazione o superficie: 50% sull’abitazione principale, altrimenti 36%. L’abitazione principale è la casa dove vivi tu. Se tu non abiti in un’altra casa tua, vale anche quella dove vive un tuo familiare (coniuge, parenti fino al terzo grado, affini fino al secondo). Per il 50% devi avere il titolo già quando iniziano i lavori, e la casa deve essere abitazione principale al più tardi quando finiscono.
- 36%
Inquilini e comodatari
Inquilini e comodatari: 36%. Servono un contratto registrato quando inizi i lavori e il consenso del proprietario.
- 36%
Familiari e conviventi
Familiare convivente, coniuge separato assegnatario della casa, convivente di fatto: 36%, se pagano e fattura e bonifico sono a loro nome. Per il familiare, la convivenza deve esserci già quando iniziano i lavori.
- quota
Più persone che pagano
Se la spesa è divisa, ognuno detrae la parte che ha pagato. Chi non è intestatario di fattura o bonifico deve essere scritto in fattura con la sua percentuale, fin dal primo anno: dopo non si può più cambiare.
Solo abitazioni. Valgono le case, le loro pertinenze e le parti comuni dei condomini residenziali. Negozi, uffici, magazzini e capannoni sono esclusi.
Cosa rientra
L’Agenzia delle Entrate elenca alcuni esempi. L’elenco non è chiuso, ma è l’unico riferimento ufficiale. Conta un intervento sull’immobile: i prodotti installati e l’eventuale installazione.
Citati dall’Agenzia delle Entrate
- Rilevatori antifurto e relative centraline
- Rilevatori di apertura e di effrazione su porte e finestre
- Fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati
- Porte blindate o rinforzate; serrature, lucchetti, catenacci, spioncini
- Grate alle finestre, tapparelle e saracinesche metalliche con bloccaggi, vetri antisfondamento
- Cancellate, recinzioni murarie, casseforti a muro
Possono rientrare
- Telecamere e videoregistratori (NVR e DVR) contro furti e intrusioni: possono rientrare anche senza collegamento a un istituto di vigilanza. La guida cita il collegamento solo come esempio.
Da verificare con il commercialista
- Prodotti non fissati all’immobile, come telecamere a batteria solo appoggiate.
- Videocitofoni e lettori per il controllo accessi: non sono nell’elenco.
Non rientra
- Il canone di un istituto di vigilanza
- Impianti per negozi, uffici, magazzini e capannoni
- Acquisti non pagati con bonifico parlante: carta, PayPal, Klarna, contrassegno, contanti e simili
Dove trovarli nel nostro catalogo
Antifurto e allarmi
Centrali, rilevatori e contatti per porte e finestre sono nell’elenco dell’Agenzia.
Telecamere e videoregistratori
Telecamere e videoregistratori (NVR e DVR) possono rientrare come impianto di videosorveglianza contro furti e intrusioni, anche senza collegamento a un istituto di vigilanza. La legge chiede solo che l’impianto serva a prevenire atti illeciti; la guida dell’Agenzia cita le telecamere collegate a centri di vigilanza privati come esempio, non come requisito, e la rivista dell’Agenzia (FiscoOggi) cita la videosorveglianza digitale senza questa condizione.
Come acquistare da GSS Forniture con il Bonus Sicurezza
Scegli i prodotti
Sfoglia il catalogo e segnati i prodotti che ti servono, con il nome o il codice. Controlla che l’impianto vada in un’abitazione.
Parla con noi
Scrivici su WhatsApp o chiamaci prima di pagare e dicci che vuoi usare il Bonus Sicurezza. Dacci anche i dati per la fattura: nome, cognome e codice fiscale di chi farà la detrazione. Se siete in più persone, i dati di tutti e la quota di ciascuno.
Confermiamo l’ordine e ti diamo i dati per il bonifico
Ti mandiamo il riepilogo con il totale, il nostro IBAN e la causale da usare.
Paghi con bonifico parlante
Dalla tua banca o dalle Poste, scegli il bonifico per ristrutturazione edilizia (a volte si chiama «bonifico per detrazioni fiscali»). Compila i tre dati del riquadro qui sotto e paga il totale della fattura. Prima di inviarlo controlla tutto: un bonifico inviato non si può modificare (sezione 09).
Prepariamo la fattura
Quando il bonifico è accreditato prepariamo l’ordine e la fattura intestata a te, con la descrizione dettagliata di ogni prodotto e la dicitura normativa. La dicitura la aggiungiamo noi (sezione 07).
Conserva i documenti e detrai
Tieni fattura e ricevuta del bonifico. Inserisci la spesa nella prossima dichiarazione dei redditi.
Il pagamento
Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’art. 16-bis del D.P.R. 917/1986 – Pagamento fattura n. ___ del ___
- Se la tua banca ha il modulo già pronto, usa quello e compila i campi richiesti.
- Paghi l’importo intero della fattura. Sul bonifico parlante la banca trattiene l’11% dalla somma che arriva a noi, come acconto delle nostre imposte: non devi togliere nulla dal totale.
- Un conto presso un istituto di pagamento (non una banca) va bene solo se offre il bonifico per detrazioni fiscali e applica la ritenuta. Se la tua app non lo prevede, paga da un conto bancario o postale.
- Per i bonifici dal 1° gennaio 2027 la legge citata nella causale diventa il nuovo TUIR: in quel momento usa il modulo aggiornato della tua banca.
La fattura
- È intestata a chi fa la detrazione, con il suo codice fiscale. I dati devono coincidere con quelli del bonifico.
- Se pagate in più persone, riporta il nome e la quota di ciascuno.
- Descrive ogni prodotto in dettaglio: modello, tipo di prodotto, marca, quantità e prezzo. Per esempio:
- 1 ×Mod. (CODICE) Centrale antintrusione — EL.MO.
- 4 ×Mod. (CODICE) Contatto magnetico per porte e finestre — EL.MO.
- 2 ×Mod. (CODICE) Rilevatore di movimento da interno — EL.MO.
In fondo alla fattura aggiungiamo noi questa dicitura, non devi chiederla:
Beni destinati all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi, ai sensi dell’art. 16-bis, comma 1, lettera f), del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR).
Nessuna norma impone questa frase: è una buona prassi che collega l’acquisto all’agevolazione. Per i pagamenti dal 1° gennaio 2027 il riferimento diventa l’art. 17, comma 1, lettera f), del nuovo TUIR (D.Lgs. 117/2026).
Documenti da conservare
- La fattura intestata a te.
- La ricevuta del bonifico parlante.
- Se l’intervento non richiede titoli edilizi: una dichiarazione sostitutiva di atto notorio con la data di inizio lavori, che attesta che l’intervento rientra nella detrazione.
- Se sei inquilino o comodatario (e non familiare convivente): il consenso scritto del proprietario.
- Nella dichiarazione dei redditi servono i dati catastali dell’immobile; chi è in affitto o comodato aggiunge gli estremi di registrazione del contratto.
- Le ricevute IMU, se l’IMU è dovuta (per esempio sulla seconda casa), e la domanda di accatastamento se l’immobile non è ancora accatastato.
- Per le parti comuni del condominio: la delibera dell’assemblea e la tabella dei millesimi, oppure la certificazione dell’amministratore.
Conservali per tutti i 10 anni della detrazione, e anche dopo: l’Agenzia può chiederli finché può controllare l’ultima dichiarazione in cui li hai usati. Non serve la comunicazione all’ENEA: riguarda solo gli interventi di risparmio energetico.
Errori da evitare
Sono i casi in cui l’Agenzia delle Entrate nega o recupera la detrazione. Controllali prima di pagare.
Pagare con carta, PayPal, Klarna, contrassegno o un bonifico ordinario.
Solo bonifico parlante, con i dati che ti diamo noi.
Un bonifico senza causale, senza codice fiscale di chi detrae o senza la nostra partita IVA.
Ricontrolla i tre dati prima di confermare: un bonifico inviato non si può modificare.
Fattura o bonifico a nome di una persona diversa da chi detrae.
Dicci prima di pagare chi farà la detrazione. Se siete in più persone, le quote vanno in fattura subito.
Un impianto per un negozio, un ufficio o un capannone.
Il bonus vale solo per abitazioni, pertinenze e parti comuni dei condomini residenziali.
In affitto o comodato senza contratto registrato o senza il consenso del proprietario.
Il contratto deve essere registrato quando iniziano i lavori; il consenso va conservato.
Prodotti comprati ma non installati nella casa.
La detrazione copre solo interventi sull’immobile: i dispositivi vanno installati.
Pensare che le telecamere valgano solo se collegate a un istituto di vigilanza.
Il collegamento è solo un esempio della guida, non un requisito. Il canone della vigilanza invece non si detrae.
Perdere la fattura o la ricevuta del bonifico.
Senza questi documenti la detrazione viene tolta. Conservali per tutti i 10 anni e oltre.
Domande frequenti
Posso installare da solo (fai da te)?
Sì. Detrai il costo dei materiali, cioè i prodotti comprati da noi, pagati con bonifico parlante. Puoi comprarli anche prima di iniziare i lavori. La manodopera conta solo se è fatturata da un installatore e pagata anch’essa con bonifico parlante.
Sono in affitto: posso usarlo?
Sì, al 36% nel 2026. Servono il contratto registrato al momento dell’inizio lavori e il consenso del proprietario.
C’è un limite di spesa?
96.000 € per abitazione, insieme alle altre spese di ristrutturazione su quella casa. Con un reddito oltre 75.000 € c’è anche un tetto generale alle detrazioni.
Vale per il mio negozio o ufficio?
No. Vale solo per abitazioni, pertinenze e parti comuni dei condomini residenziali.
Le telecamere rientrano?
Possono rientrare come misura contro furti e intrusioni, insieme ai videoregistratori (NVR e DVR), anche senza collegamento a un istituto di vigilanza: la legge non lo richiede e la guida dell’Agenzia lo cita solo come esempio. Non si detrae il canone della vigilanza.
Impianto per le parti comuni del condominio?
Sì. Paga il condominio con bonifico parlante, indicando il codice fiscale del condominio e quello dell’amministratore (o del condomino che paga). Ogni condomino detrae la sua quota in base ai millesimi, se l’ha versata entro la scadenza della dichiarazione.
Si somma con altri bonus?
La stessa spesa non può avere due detrazioni: per esempio, non puoi detrarla anche con l’ecobonus. Il tetto di 96.000 € è unico per tutte le spese di ristrutturazione su quella casa.
Posso avere l’IVA al 10%?
Di norma no sui prodotti che compri tu direttamente: per la manutenzione l’IVA ridotta vale per i lavori di un’impresa e per i beni che quell’impresa fornisce con i lavori. Per il tuo caso chiedi al commercialista.
Devo togliere la ritenuta dal bonifico?
No. Paghi il totale della fattura. La ritenuta dell’11% la trattiene la banca dalla somma che arriva a noi: non riguarda te.
Posso avere lo sconto in fattura?
No. Il beneficio si ottiene solo nella tua dichiarazione dei redditi.
Il canone della vigilanza si detrae?
No. Il contratto con un istituto di vigilanza è escluso. Contano solo i prodotti e l’installazione.
Ho pagato per errore con un bonifico normale: perdo il bonus?
L’Agenzia delle Entrate ammette due rimedi, un nuovo bonifico corretto con la restituzione del primo oppure una dichiarazione del venditore, ma entrambi richiedono l’aiuto del venditore e GSS Forniture non li offre. Per questo controlla tutto prima di pagare.









